Le Interviste di Nick – Mario Marco Farinato

Mario Marco Farinato
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Nuova intervista nella rubrica artisti emergenti de “Le Interviste di Nick“. Ieri abbiamo incontrato i CommonXperience, una band di vecchissimo stampo, mentre oggi ci troviamo a confrontarci con un poliedrico artista solista. Presentatoci da Lucilla Corioni e dalla LC Comunicazione, lui è Mario Marco Farinato.

Fotografo, musicista e polistrumentista, è vincitore del premio Miglior Progetto Discografico, indetto dalla Settima Nota.
Come foto-reporter, ha lavorato presso le Nazioni Unite ed il World Economic Forum di Ginevra, dove ha collaborato con infinite associazioni non governative, quali WWF, GreenPeace, WSIS e Croce Rossa. Le sue fotografie e reportage hanno ottenuto svariati premi ed innumerevoli pubblicazioni, la prima delle quali con Paul Brown, Giornalista del “The Guardian”, con il libro Global Warning, seguita dalla seconda, la prima enciclopedia per bambini sulla protezione e la salvaguardia dell’ambiente, opera scritta da David Mayer De Rothschild, Earth Matters.
M.M.F. ha lavorato come fotoreporter ed Insegnante di fotografia presso la Webster University di Ginevra e Leiden fino al 2010, anno in cui ha perso sua figlia Lene Farinato, per problemi legati all’inquinamento. Trascorre un periodo di due anni nella sua abitazione di Menaggio, dove scrive due libri, “La principessa delle Stelle ed il Suo Servitore“, e “Fiume Nero“.
Oltre agli svariati premi per meriti artistici, M.M.F. vince il Festival di SanremoRock 32esima edizione e produce il suo primo singolo con Alioscia Arioli, dopodichè vince la manifestazione Tieni Il Palco e Alberto Boi distribuisce con la sua etichetta Advice Music due singoli, “Xrchè” prodotto da Daniele Torassa e “Bambino Migrante“, prodotta appunto da Aliosica Arioli. Nel 2019, dopo il lockdown, vince il premio che gli permette di produrre un album interamente in acustico. Il premio Settima Nota di Luca Bonaffini e Lucilla Corioni.
L’album, come prima descritto, è “profondamente” acustico e gli strumenti usati per realizzarlo sono Banjo, Chitarra (suonata in lap-tapping), Stomp-box e Dobro.

Scopri link e contatti utili alla fine dell’intervista

Mario Marco Farinato M.M.F.

1) Vorrei cominciare chiedendoti qualcosa sulle tue origini. Come e quando hai iniziato a fare musica?

Mario Marco Farinato: Ho iniziato a fare musica circa 5 anni fa, ho sempre cantato, usavo la voce come strumento, ma ho sempre aspirato a suonare bene la chitarra. Quindi un bel giorno (era di ottobre) ho messo di lato tutti i miei preconcetti, ho accordato la chitarra in OpenD l’ho messa sulle gambe ed ho iniziato a suonarla martellando con le dita i capotasti, come se non l’avessi mai suonata in vita mia, scoprivo, accordi e note mai sentite, e mi piaceva un sacco.. poi vedendo che a volte facevo prodigi che non ero mai stato in grado di fare con l’accordatura normale.. ho continuato. Grazie a internet ho scoperto artisti come Luca Stricagnoli, Antoine Dufour, Ian Ethan ed è iniziato quello splendido percorso che mi ha portato a realizzare un album con due chitarre suonate contemporaneamente.

2) Ci sono artisti che ti hanno influenzato o ispirato?

Mario Marco Farinato: Come prima citati, Ian Ethan, Ewan Dobson, Luca Stricagnoli, ma anche Bruce Cockburn, gli Hootie and the Blowfish, i Jefferson Airplane, Emerson Lake and Palmer, ma soprattutto mi ha colpito molto la composizione musicale dei Grateful Dead.. ecco direi che è il gruppo che mi ha ispirato di piu insieme a Bruce Cockburn che è e rimane il mio preferito in assoluto, un gusto musicale ed una metrica invidiabile.. insomma un genio. Per i testi invece, i classici del cantautorato italiano, da Guccini a De Andrè passando per Sergio Endrigo.

3) Quanto pensi che sia importante avere una forte identità musicale e come commenteresti la tua?

Mario Marco Farinato: Oggi come oggi, purtroppo c’è poca identità musicale, vuoi perchè tutti usano gli stessi software per mixare, vuoi che viviamo un periodo di decadenza artistico musicale per l’ingerenza estrema dei computer nelle produzioni, si è perso il gusto alla ricerca del suono, basta ricordare i Deep Purple… che divennero famosi per il loro suono, che oltre ad essere unico era piu rumoroso di un jet. Immagino cosa doveva essere un concerto dei deep-purple in quegli anni.. un’esperienza mistica. Purtroppo, in questi anni abbiamo assistito ad una devastazione totale della musica (se non per le autoproduzioni o per l’INDIE che resiste ancora nonostante gli attacchi delle labels). In questo periodo ho visto concerti che hanno dell’assurdo, non so, io immagino di vedere un concerto di Sfera e basta e sto male e basta.
La musica sta lasciando il posto allo spettacolo, ed è un peccato, perchè la musica è materia allo stato etereo e questa è la mia musica. materia allo stato etereo… un pugno in un’occhio, un fulmine a ciel sereno una doccia fredda in un mondo senza sogni. Come puoi notare, la mia è sicuramente una posizione controcorrente, per due motivi molto semplici, non voglio essere complice della decadenza della musica.. tanto a tutto c’è un fine, pure al cattivo gusto dei discografici Italiani, e non voglio alimentare con i miei futuri e “possibili guadagni” questa economia corrotta, così ho scelto di fare il musicista, rimango morto di fame e non divento complice.

4) Cosa puoi dirci di “Cartoline da Callisto”?

Mario Marco Farinato: Cartoline da Callisto è un diverso punto di vista, e per capirlo bisogna volare sul pianeta in questione. Callisto è una delle lune di Giove, bisogna arrivare fino a Lei, sedersi sul ciglio del pianeta e guardare la terra muoversi lentamente nello spazio profondo, percepire il sole che arriva in maniera diversa sulla pelle, magari scalda ma non brucia, che ne sappiamo noi… bisogna diventare bambini ed immaginare e sentire profumi, odori che prima non hanno mai solleticato i nostri sensi, Cartoline da Callisto è un vero e proprio viaggio nella nostra paura atavica del diverso.. ma nello stesso tempo è un punto di vista differente per ridare alla gente un po’ di speranza. niente di più… è una promessa che nonostante tutto.. le cose andranno bene.. perchè siamo intelligenti, più intelligenti di tutto l’odio che circola ultimamente. Però per fare questo bisogna avere il coraggio di mettere in dubbio le nostre convinzioni.

Cartoline da Callisto - Marco Mario Farinato

5) Qual è stata la tua esperienza più importante?

Mario Marco Farinato: La mia esperienza piu importante, seppur drammatica, è stata la morte di mia figlia minore, Lene, morta per inquinamento.. e nello stesso tempo non posso dimenticare né ignorare il fatto che la vita continua e (se pur via internet) vedere mia figlia maggiore Denise, (si è sposata questo Novembre a San Antonio Texas USA, non ti dico) .. dicevo, vederla sposarsi, parlare di bambini, famiglia e tutto il resto, mi ha fatto capire che se pur orribile la realtà possa essere, bisogna trovare il coraggio di voltare pagina, e io ci provo, non ho imparato ancora,  ma mi sforzo per essere migliore ogni santo giorno. Per citare Bruce Cockburn, direi che ogni passo nelle tenebre e pur sempre un altro passo verso la luce. Ecco cosa mi ha insegnato tutta quella tristezza, mi ha fatto capire che c’è ancora posto per un futuro, per una speranza, per un’altra vita che ha da nascere.

6) Cosa provi quando fai musica?

Mario Marco Farinato: Tutto.. i miei sensi si espandono, pensa, la mia più grossa  preoccupazione di finire sotto contratto discografico era proprio di non riuscire più a fare musica liberamente, così, solo per il gusto di farlo, per me è come togliermi il respiro.. il pensiero di essere costretto a fare qualcosa d’altro che suonare o cantare, per me equivale alla morte, e te lo dico con tutta la sincerità di questo mondo. Per me la musica è vita allo stato puro, tutti i miei sogni sono rinchiusi lì dentro, in quelle sette note che posso gestire a mio piacimento per ricreare matematicamente una nuova opinione del mondo intorno a me… poi mi sveglio e ricomincio a vivere.

7) C’è qualche artista con cui ti piacerebbe o vorresti avere l’onore di collaborare e con cui non lo hai ancora fatto?

Mario Marco Farinato: Sicuramente mi piacerebbe suonare con Bruce Cockburn.. avere l’opportunità di rubargli quel tocco di genialità.. da brivido. In italia ci sono pochi artisti che prendo in considerazione, nessuno. Scusa se sono stato così diretto, ma se avessimo parlato, di Ivan Graziani, il vecchio Bennato, Guccini etc…  allora ci sarebbe stata un sacco di gente italiana con cui suonare, ma il pensiero di suonare con Fedez.. mi deprime.. che cosa potrei suonare con uno come lui????

8) Quali sono i tuoi progetti futuri? E che vette vorresti raggiungere?

Mario Marco Farinato: Questa si che è una bella domanda. Non so, non mi sono mai posto il dubbio su come organizzarmi un probabile domani, lascio che sia la vita a prendere le decisioni.  Non  mi piace controllare la vita, è come una donna viziata, non ti darà mai ragione. A questa stregua preferisco galleggiare sull’onda, lasciarmi trasportare, in base a quello che succederà domani deciderò cosa fare, per ora lascio tutti i miei sogni nelle mani di Dio, il resto è compito mio.

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